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giovedì 8 maggio 2008

Il ministro delle pari opportunità

"Se non fossi sposato la sposerei subito" (Silvio Berlusconi a Mara Carfagna, link a La Stampa) ma visto che lo sono le regalo un ministero...

Nessuno vuol giudicare il presente ne tanto meno il passato del neo-ministro Carfagna. Tuttavia il negare quel che si è fatto, ciò che si era resta assolutamente censurabile

Onorevole miss/ Mara Carfagna, candidata con Forza Italia, si svela ad Affari: "No, io non mi spoglio. Sono timida, credo in certi valori"

martedì 6 maggio 2008

Introdotto il reato di bandiericidio.



L'onorevole Fini ha chiarito agli italiani la sua scala di valori. La vita di un ragazzo veronese, soprattutto se colpevole di girare senza sigarette e di non rispondere in maniera ossequiosa ai bravi della destra scaligera non vale un pugno di bandiere israeliane (link su repubblica).

Per i manifestanti antisemiti (ndr. semmai antisionisti Fini, non è mica la stessa cosa) si configura l'odioso reato di bandiericidio plurimo...

Invito l'onorevole Fini ad andare fino in fondo ed ad auspicare che si proceda anche contro il suo esimio collega, il neo-futuro-ministro Bossi, che ha più volte dichiarato di "pulirsi il culo" con il tricolore, nonché istigato i cittadini a seguire le sue consuetudini igieniche.

Infine una parola per il nostro Walter ma-anche-no. A volte anzichè utilizzare i toni morbidi che ti sono consueti Walter: "Io sono per non stabilire mai priorità su questi temi[...]" potresti anche dire a chiare lettere che il Presidente della Camera ha impreziosito il suo debutto con una scemenza tanto evidente quanto grottesca e che la vita delle persone, perfino a Banana Republic, vale (ancora) più delle bandierine di carta.

lunedì 5 maggio 2008

Nel mirino


Solidarietà a Vincenzo visco, un servitore dello stato che ha provato a far rispettare ed applicare le leggi della Repubblica Italiana, finito nel mirino per aver pubblicato dati pubblici (sic!).
Un piccolo appunto sull'operato del garante. Francesco Merlo, su Repubblica, ci fa notare come siano occorsi 24 giorni all'istituto preposto alla tutela della privacy per vietare la circolazione di un video dove si mostrava il cadavere orrendamente ferito di una ragazza inglese. Aggiungo io che al medesimo collegio bastano pochissime ore per ergersi ad usbergo della riservatezza di politici cocainomani o degli evasori fiscali.
Chi paga le tasse non ha paura che i suoi dati siano pubblicati. Solo chi ruba si rivolta.
un altro appunto... Beppe hai preso una toppa. Chiedere a Tremonti di oscurare il lavoro di Visco fa proprio ridere.

lunedì 28 aprile 2008

L'uomo sbagliato nel posto sbagliato (al momento sbagliato)

Francesco Rutelli. I romani affettuosamente lo soprannominano da qualche anno Ciccio rotella. Eletto sindaco di Roma nel 1993, si distingue subito per intraprendenza: aveva promesso nuovi parcheggi per Roma, riveste con eleganti strisce blu quelli già preesistenti vendendoli per nuovi. Oltre il danno la beffa... prima almeno non si pagava per non parcheggiare...

Passano gli anni, Franceschiello manda ai romani un bel programma su un opuscolo (lo conservo ancora a casa). Promette 3 nuove linee di metropolitana, non so quanto km di ferrovia leggera urbana e altri mirabolanti meraviglie.

In due mandati non ha messo neanche una transenna.

A questo aggiungiamo la gestione almeno opinabile della STA e della questione parcheggi, il niente che è stato oggetto di un decennio di suo (mal)governo e capiremo perchè i romani hanno dato il 47% delle preferenze alla coalizione di centro sinistra e solo il 45.5% al candidato Rutelli, facendo ampio uso del voto scorporato.

un illustre sconosciuto, un pinco pallino qualsiasi quel 47% almeno lo avrebbe portato a casa.

Al primo turno non ho votato per Rutelli. Al ballottaggio sì. Era il male minore. La sensazione è che rutelli sarà sconfitto, seppur di misura. Se ciò accadrà Veltroni (che almeno è stato secondo me un buon sindaco) avrà tutta la colpa di aver perso la capitale dilapidando di fatto un patrimonio di voti avendo fatto scendere in campo l'unico uomo che poteva perdere.

Altro che partito del nuovo (il PD). Il partito dei vecchi, che punta sui vecchi cavalli per miopia e vecchie logiche di partito, anche quando sono chiaramente perdenti.

(publicato a tre minuti dalla chiusura dei seggi)

lunedì 14 aprile 2008

Sinistra anno ZERO

Qui serve il coraggio di una nuova nascita. Non la sapienza di chi mette insieme tante piccole cose antiche. Serve che ciascuno e ciascuna lavori per questo cimento del futuro: un parto, un partire, non so se un partito. Una costituente, non l'equilibrio precario di corpi costituiti. Un soggetto che sappia leggere nel cuore della nostra società sappia sondarne i fondali melmosi, sappia coglierne il dolore sociale e le domande di senso. Una sinistra che non sia un riassunto, un bignami di ciò che fummo, ma una casa capace di ospitare quelle domande di libertà che chiedono di rompere la gabbia di tutte le precarietà e di tutte le solitudini socialmente programmate. Certo è doloroso uscire da se stessi, si ha paura di dissipare sentimenti e patrimoni messi assieme con tanti sacrifici. Ma è necessario farlo

Nicola Vendola


Quel che non ha potuto da solo in quindici anni di tentativi Berlusconi Silvio, neo futuro presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, l'ha potuto fare con la complicità di un insospettabile: Veltroni Walter, oggi astro nascente, domani stella della politica italiana, perversamente il più probabile successore dell'imbonitore di Arcore, alla faccia dei vari Bossi e Fini, Calderoli e Casini.

Berlusconi e Veltroni ed il loro voto utile, incoraggiato da Napolitano hanno ammazzato la sinistra. L'hanno eradicata dal confronto parlamentare, l'hanno fatta extraparlamentare. D'altronde Veltroni non è mai stato comunista. L'ha detto lui no... cosa poi ci abbia fatto 25 anni con la tessera del partito forse ce lo raconterà alla prossima tornata elettorale.

La sinistra è arrivata alla competizione vecchia e logora, guidata da leader impresentabili, che parlano un linguaggio vecchio e stantio. Di questa sinistra in effetti non c'era alcun bisogno. Dei sindacati autoreferenziali che non rappresentano niente e nessuno non ce ne è bisogno.

Spero che la sinistra italiana si ripensi profodamente (come non farlo dopo questo colpo), perchè una sinistra è profondamente necessaria in un paese moderno, o che cerca di esserlo. Una forza nuova che L'arcobaleno non poteva sperare di essere, con i suoi vecchi logori interpreti.

Addio Arcobaleno, non ci mancherai.

giovedì 3 aprile 2008

guai a voi sepolcri imbiancati, ovvero 100 motivi per non votare Casini

Mt 23,15-33

15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.[...]
23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. [...]
27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.[...]
33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?

Chi votare alle prossime elezioni... dubbio amletico... non saprei cosa suggerire. Però voglio fare una rassegna di chi non votare, e comincio dal buon Pier...

Perchè vuole difendere la famiglia, lui che ha divorziato dalla prima moglie per sposare la figlia di un uomo ricchissimo...

perchè si erge a censore dei vizi degli altri, e non vede Mele "coca e signorine" a casa sua (una altro con la doppia famiglia)

Perchè candida mr Toto "il favoreggiamento non è un reato grave" Cuffaro, facendolo eleggere malgrado l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e salvandolo da 5 anni di galera.

perchè nel suo partito cìè Buttiglione, il filosofo del "i Gay sono dei peccatori ma malgrado ciò vedrò di tollelerarli", l'unico commissario in pectore nella storia della comunità europea ad essere sfiduciato e cacciato.

perchè ha una faccia antipatica e per altri 95 motivi che se vi riportassi qui rimarreste annoiati a morte

domenica 30 marzo 2008

Malpensa, cronaca di una morte annunciata


Visualizzazione ingrandita della mappa

da Malpensa (aeroporto) a Milano Centrale FS 57,9 km – circa 1 ora 29 min
da Orio al Serio (Aeroporto)
a Milano Centrale FS 53,0 km – circa 1 ora 19 min
da Linate (Aeroporto) a Milano Centrale FS 8,6 km – circa 18 min

il dio mercato, il dio dei berluscones e dei celoduristi del varesotto (e di tanta parte della sinistra) ha voltato le spalle ai suoi fedeli, e crudele come solo gli dei sanno essere ha preteso il sacrificio di Malpensa sui suoi altari. Perché il dio mercato per quanto possa essere imbonito e imbrigliato dagli interessi di parte alla fine non ha pietà della stupidità umana. Perché la storia di Malpensa è una storia di stupidità e (forse) di interessi particolari.

Tempo fa in aeroporto (a Caselle mi pare di ricordare) nell'attesa di un volo involontariamente prestai l'orecchio al dialogo tra un pilota brianzolo di Alitalia e un giovane stewart, durante il quale il pilota spiegava come i problemi di Alitalia nascessero dalla "stupida resistenza" (sic) ad abbandonare Fiumicino come hub, resistenza che nasceva anche dalla volontà di alcuni suoi colleghi romani, verso i quali mostrava comprensione essendosi trovato per anni nella situazione opposta, i quali non volevano trasferirsi in Lombardia o diventare pendolari dei cieli. Malpensa infatti era il futuro, l'ottimizzazione, l'Europa!

Allora mi venne da sorridere, anche ai profani come me la miopia della strategia pro Malpensa appariva in tutta la sua immensità. Col senno di poi ci sarebbe stato da piangere.
L'idea di impiantare un hub a Malpensa, mentre la tratta "nobile", la più trafficata, restava Fiumicino-Linate (e poteva essere altrimenti: servono due ore di treno da Malpensa a Milano!) era semplicemente assurdo. Si penalizzava il turismo, che con Malpensa proprio non ha nulla a che spartire, si penalizzava il business, visto che piuttosto che andare a Malpensa in aereo tanto valeva raggiungere Milano in treno persino da Roma o da Napoli, si rinforzavano le altre compagnie, che offrivano voli dalle principali località del nord Italia e da Roma verso i propri Hub a prezzi stracciati (volare da Torino o Venezia a Malpensa sarebbe proprio una follia), si agevolavano le low cost che colonizzavano a due soldi i terminal vuoti di Linate e Fiumicino.

E Alitalia, che certo non godeva già allora di buona salute, andava a fondo come un sasso appesantita dal fardello Malpensa.
Ora mi chiedo come sia possibile che manager strapagati non abbiano visto, intuito, avvertito, impedito. Che la politica abbia lasciato questo scempio consumarsi per anni. Quali poteri forti e quali interessi siano stati tutelati, cui prodest.
Tutti hanno fatto finta di non vedere per anni, si sono voltati dall'altra parte, hanno alimentato campagne di disinformazione che hanno spinto un pilota a dire entusiasticamente che Malpensa era il futuro.

Malpensa è nata morta. Ed è stata ignorata per anni, un po' come i rifiuti in Campania. Si potrebbero portare la "monnezza" nell'area aeroportuale adibita a discarica: chissà che questa volta non si risolvano due problemi in un sol colpo.